Dormire con i fantasmi

Personale di Maurizio Pometti a cura di Carla Ricevuto

di Danilo Lo Piccolo

 

Se vi siete persi la Music and Live Painting del 2 aprile alla Galleria d’Arte Contemporanea Giuseppe Veniero Project di Palermo, non temete, avrete una nuova possibilità di assistere a questo momento magico. Martedì 9 dalle 18.30, Maurizio Pometti, artista in residenza presso la Galleria, dipingerà accompagnato dalla musica improvvisata del bass-trombonist francese Alix Tucou.

Perché assistere alla performance? Perché ciò che scaturisce dall’unione dei due, non è solo un momento artistico, ma soprattutto un tempo intimo di riflessione e contemplazione.

In attesa della personale del giovane artista catanese del 13 aprile alla Galleria Veniero, le performance fanno da previw a ciò che Pometti ha prodotto durante la residenza a Palermo.

Di certo già le perfomance non tradiscono le aspettative. Pometti sulle note improvvisate di Tucou, con gesti chirurgici e mirati, infligge colore alla tela, così come uno spadaccino durante la scherma. Il giovane artista rapisce lo spettatore con i suoi eleganti movimenti dinanzi alla grande tela, i colori e soggetti disegnati, a loro volta, risvegliano nello spettatore ricordi atavici e fanciulleschi. Le suggestioni dinanzi alle opere di Pometti vengono perfettamente espresse dal titolo della personale alla quale potremo assistere prossimamente: Dormire con i fantasmi. Come spiega la curatrice Carla Ricevuto, “Dormire con i fantasmi, per Maurizio Pometti, è un dialogo lento, gestuale – a viso scoperto – con la paura della perdita”, ed è proprio grazie al disegno e alla pittura che Pometti, ripercorre parti del proprio vissuto personale, in cui scenari della vita dei suoi familiari come se fosse un continuo presente, portano dinanzi allo spettatore figure, momenti e ricordi assemblati come piccoli frammenti.

Siamo mai andati d’accordo

 

La tela diventa per Pometti l’estremità del proprio corpo, dove, la paura lo struggimento e il ripensare all’assenza o alla perdita di un proprio caro o a un momento infelice, trovano corrispondenza nelle cromie, nelle pennellate e nei ripensamenti sul supporto pittorico. Così come sulla tela si cerca di riequilibrare i toni coloristici così l’artista cerca di superare il dolore del ricordo, dipingendo e ripensando alla composizione finale.

Dormire con i fantasmi, non è solo una mostra personale, ma un’occasione a ripercorre i propri traumi e il proprio passato, cercando nuove riflessioni e spunti per superare i propri limiti.

Si potrebbe riassumere l’opera del Pometti, ribadendo ciò che la curatrice ha avuto modo di studiare: “l’intera opera di Pometti si rivela come un composto di delicatezza e tormento, in memoria di quello che è stato e di ciò che sarà”.