RizzutoGallery è lieta di invitarLa alla inaugurazione della  mostra Miracoli! di Katharina Maderthaner, giovedì 9 giugno 2016 ore 19. 00.

La mostra, accompagnata da un testo di Alessandro Pinto, è realizzata in collaborazione con la associazione Düsseldorf-Palermo e col patrocinio del Comune di Palermo-Assessorato alla Cultura.
Resterà visitabile fino al 9 luglio.
Katharina Maderthaner (1982 , Meerbusch – Germania) si è formata all’Università Bergischen di Wuppertal e all’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf come allieva di Richard Deacon.
Il suo lavoro artistico trova ispirazione in alcune bizzarre situazioni della vita quotidiana che innescano un corto circuito tra realtà e simulazione, originale e imitazione, buono e cattivo gusto; le piante artificiali che si trovano all’interno di certi uffici polverosi, il finto marmo che ricopre pavimenti e banconi di locali pubblici che tentano di simulare un lusso inesistente, i siti web o  i flyer pubblicitari con pattern di sfondo realizzati in Photoshop da grafici improvvisati che provano a riprodurre improbabili design tessili d’avanguardia.. Situazioni come queste fanno scattare nell’artista la necessità di rielaborare l’esperienza attraverso un lavoro di sintesi e di sublimazione, fino alla creazione di qualcosa di assolutamente originale, del tutto privo di  qualunque pretesa di critica sociale.

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“L’atmosfera di situazioni come queste resta nella mia mente come un “suono” o un “gusto”.  Ma le mie opere non sono una illustrazione o rappresentazione di questi oggetti o situazioni; a me piuttosto interessa giocare con la particolarità, la stranezza o l’assurdità di queste cose. Oggetti, sculture, dipinti e disegni sono alla fine solo quello che vogliono essere. Essi risultano autonomi perché – nonostante la loro stranezza – io li prendo sul serio e  non li giudico. Io non differenzio nella mia percezione tra alta e bassa cultura, ogni cosa ha un uguale valore.  Probabilmente gioco con il buono e il cattivo gusto e le mie opere hanno spesso entrambe le cose: qualcosa di piacevole e allo stesso tempo qualcosa di respingente.”

Le opere della Maderthaner suscitano così nell’osservatore un disagio di deja-vu, ricordando qualcosa che si crede di conoscere: il banale rispecchia il serio, la copia rispecchia l’originale, il falso e l’imitazione rispecchiano il reale, in una amalgama tra il bricolage quotidiano e una genialità nascosta, tra il capolavoro e il prodotto di massa, tra il design e il disastro. L’artista realizza un passaggio tra i due mondi trasformando l’uno nell’altro e sfocando i confini.
Nelle sue installazioni, nelle sue immagini e nei suoi oggetti si trovano referenze che a loro volta fanno capo ad altre referenze. Una lunga genealogia del gusto si dischiude davanti all’osservatore della sua arte. Come una simbolica corrente che trascina oggetti, immagini, idee e motivi, lasciando dietro di sé un ricco, eterogeneo e bizzarro deposito.
La Maderthaner apre così prodigiosamente una porta verso il nuovo e la percezione di una bellezza inaspettata,  “perché la bellezza – dice Katharina – non è qualcosa che è NELLE cose, essa è TRA di loro – e TRA loro e noi.