L’isola che non s’arrende

Vittoria Tropea

 

Giorno 21 febbraio, in collaborazione con la Fondazione Domenico Sanfilippo, Fondazione Gruppo Credito Valtellinese, Accademia delle Belle Arti di Catania e Fondazione Oelle, si è tenuta ad Acireale, presso la Galleria Credito Siciliano, l’inaugurazione della mostra “L’isola che non s’arrende”: 67 foto proventi dall’Archivio storico del quotidiano la Sicilia documentano le turbolente vicende siciliane degli anni 1968-1969. La mostra sarà aperta al pubblico fino 30 marzo.

Anni segnati da forti sentimenti, quelli del 68-69. Dolore, rivoluzione e ribellione sono le parole chiave di questa mostra che affida quasi totalmente al repertorio fotografico  l’onore di documentare e ricordare gli avvenimenti e i protagonisti di quel periodo. Dietro quest’intenzione vi è un complesso lavoro di recupero delle fonti dall’Archivio del quotidiano “La Sicilia”. Da questo scrigno della memoria, composto da più di 300mila fotografie, sono state recuperate 67 foto: immagini paradigmatiche di un’epoca che si apre nel 68 con il tragico terremoto che devasta il territorio del Belice, continua con la contestazione degli studenti catanesi che occupano Palazzo Centrale il 29 febbraio del 68 e con il drammatico epilogo, nel 69, della protesta dei braccianti d’Avola, ma viene dato spazio anche a una realtà di volontariato nel quartiere di San Cristoforo,  documentata dalle video interviste al professor Antonio Di Grado e Don Antonio Giacona. I fotoreporter de “La Sicilia”, figli del verismo, si sono sempre posti come continuatori dello stretto rapporto tra Scrittura e Fotografia, offrendo con semplicità un’immediata e profonda comprensione del dramma. Sono presenti in questa mostra scatti che sono capaci di raccontare e dare grandi emozioni all’osservatore, come quello di Nino Furnari, fotografo che affiancò le testimonianze dei grandi inviati Tony Zermo e Candido Cannavò, che ritrae un vigile del fuoco con in braccio un bimbo salvato dalle macerie del terremoto del Belice a 30 ore dal sisma, foto simbolo che raffigura un piccolo miracolo nella tragedia che colpì la zona nella notte tra il 14 e il 15 gennaio del 1968. La mostra, che coincide con il 75esimo anno del giornale, si pone come obiettivo quello di tradurre gli eventi dalla dimensione cartacea a quella tridimensionale della galleria, esplicitando il legame tra il mondo dell’editoria e quello della storia contemporanea siciliana.

 

 

Foto opening di Nuccio Condorelli