Intervista Domenico Pellegrino

             Di Anna Papale

 

Abbiamo incontrato Domenico Pellegrino uno degli autori, insieme a Marella Ferrera, Alice Valenti e Andrea Branciforti dei cadeau limited edition della collezione dell’azienda dolciaria Di Stefano, presentati, in anteprima nazionale, alla mostra-conferenza, “Altro che panettone” tenutasi lo scorso 23 novembre presso la caffetteria della GAM di Palermo (vedi anche il nostro articolo). La Di Stefano, infatti, è arrivata al suo terzo anno con l’iniziativa che vede fondere due ambiti specifici della cultura siciliana: l’arte e la cucina.

 

Com’è stato lavorare per l’azienda dolciaria Di Stefano?

Confrontarsi con uomini e donne che amano il proprio lavoro e che creano con l’obiettivo di migliorarsi continuamente è stimolante. La proposta di collaborazione è arrivata la scorsa estate con una telefonata che raccontava in breve l’azienda ma soprattutto, l’amore, la passione per il proprio lavoro e la volontà di legarsi all’arte. Gli artisti che mi hanno preceduto hanno sviluppato progetti importanti e la sfida si è presentata subito allettante.

 

Quali sono stati gli input che hai ricevuto da questa collaborazione rigorosamente Made in Sicily? Oggi, che valore ha il Made in Sicily, secondo te?

Non voglio apparire ripetitivo ma credo che “amore” sia la parola che meglio esprima il vero Made in Sicily, quello legato all’eccellenza, che richiama la tradizione, che si fonde con essa ma che si esprime nella contemporaneità.

Il valore del Made in Sicily è un valore forte, siamo riconoscibili, riconosciuti, possiamo vantare di uscire fuori dal cappello Italia insieme ad altre poche regioni come la Toscana o la Puglia e di segnare con le nostre eccellenze un brand significativo.

 

Hai sempre lavorato per grandi contesti pubblici e ambientazioni aperte. È cambiato qualcosa nel concepire delle opere per scenari prettamente domestici e intimi come le case e le famiglie durante il periodo natalizio?

Immaginare un oggetto che vada nelle tavole delle famiglie, che sia considerato un regalo prezioso e anche da collezionare è stata una bella sfida. Doveva rappresentare non solo me ma anche la Di Stefano. Tuttavia, come spesso accade quando sono i veri valori a legare le persone, l’intuizione di come realizzarlo è venuta subito in mente ed è stata subito accolta dall’azienda.

 

Abbiamo notato le analogie formali che hanno ispirato il piatto ‘A-moriil tuo omonimo lavoro in luminarie, è stato questo il tuo riferimento per la creazione della capsule collection?

Sono rappresentate nel piatto le mie opere in luminaria dal titolo “A-mori” che raccontano una storia d’amore divenuta leggenda, una storia d’amore che può essere riletta e calzare perfettamente anche ai nostri giorni.

Lui, il moro, lei la bella siciliana, due culture diverse.

 

La cultura siciliana o meglio la ‘sicilianità’, ha sempre fatto parte delle tue opere. Avresti mai pensato di coniugare la tua arte con un altro nostro grande primato isolano, ossia la cucina?

Il mio lavoro è legato alla mia storia, alle mie radici che riscrivo in linguaggi contemporanei, anche le tecniche utilizzate: le luci delle luminarie, l’argilla e la polvere di marmo, vengono dalla storia. La cucina siciliana è tradizione per antonomasia, non avrei saputo immaginare un matrimonio migliore di questo, che ha visto legare la mia arte a quella dolciaria dell’azienda Di Stefano.

 

A quali progetti stai lavorando?

Inaugurerà a Milano una installazione per la Disney, precisamente per il loro marchio Star Wars. Nella mia ricerca in questi anni mi sono interessato al tema del mito e degli archetipi, proponendo spesso i super eroi della nostra quotidiana e domestica mitologia, tra cinema e fumetto, reinterpretati con i colori e le forme della tradizione pittorica popolare siciliana, fin nelle forme più anticamente pop, quelle per esempio dei carretti o delle scenografie del teatro dei pupi, in una commistione geniale di genere ed epoche e tecniche davvero deliziosa.

Ed anche questo intervento di celebrazione degli eroi di Star Wars avviene mediante una sorta di détournament, scegliendo come materiale la classica luminaria delle celebrazioni religiose tipiche delle feste popolari del Sud Italia. I protagonisti di Star Wars, iconizzati in medaglioni luminosi, diventano i santi patroni di un archeo-futuro in cui affideremo a loro la salvezza della nostra anima.

In copertina: Domenico Pellegrino, ph. Alessandro Castagna.