Ultima tappa di Dalì in Italia (1989-2019)

di Anna Papale

In occasione del trentennale della morte dell’artista (1989-2019) la città di Catania ha ospitato la mostra Io, Dalì nelle stanze del museo civico di Castello Ursino. La mostra visto il notevole successo è stata prorogata sino al 17 febbraio.

Sarebbe forse scontato ricordare le vicende biografiche dell’artista-genio spagnolo ed è per questo che la mostra rispolvera la memoria dando un taglio diverso dal semplice docu-film sugli artisti. Il percorso parte infatti dai video-intervista di Dalì tra cui una en plein air nei bizzarri giardini di Bomarzo, le cui creature ricordano le smorfie e i ghigni celebri dell’artista catalano. Il legame con l’Italia è ulteriormente sottolineato nelle sale successive, in particolare con Raffaello, per cui la mostra espone eccezionalmente l’autoritratto con il collo lungo, tributo del genio surrealista per il Maestro di Urbino. Il legame con l’Italia non si limita a questo, il pittore di Figueres fa partire la sua ricerca artistico-scientifica proprio dagli studi dei pittori moderni italiani per giungere a una pittura 3D ante litteram degli anni ’70 – di cui il museo offre installazioni interattive -, un percorso intellettuale che si conclude nell’ultima sala con la documentazione della costruzione del Museo Dalì e della sua collezione, e la testimonianza del processo creativo che portò al celebre affresco del soffitto dallo squarcio vertiginoso.

Nonostante il percorso risenta di certi intoppi di tipo espositivo – come il piano della collezione dei Padri Benedettini che taglia la mostra in due livelli – offre un quadro completo del genio poliedrico dell’artista: dai primi lavori giovanili alle opere eseguite con e per Gala imbevute del loro amore tangibile, dalla pubblicità alle copertine di riviste, dalle performance alle fotografie di Philippe Halsman, dalle inedite apparizioni bizzarre in quiz e show televisivi alle sperimentazioni visive. Un artista completo, attivo in ogni settore delle arti visive, autoironico, cittadino del mondo, figlio del suo tempo e precursore dei tempi futuri, simbolo ormai di una corrente artistica, ideatore e protagonista del sistema commerciale (e spietato) dell’arte di cui ha dettato le regole fino alla morte e oltre.

La mostra è stata fortemente voluta dal Comune di Catania nelle persone del Sindaco Salvo Pogliese e dell’Assessore alla Cultura Barbara Mirabella e nasce in collaborazione con la Fundació Gala-Salvador Dalí e Montse Aguer, Direttrice dei Musei Dalí. La direzione generale è di Alessandro Nicosia Presidente di C.O.R. Creare Organizzare Realizzare che l’ha realizzata e co-organizzata. Inoltre è supportata dal Ministero della Cultura spagnolo.

L’esposizione è curata da Laura Bartolomé, Lucia Moni per la Fundació Gala-Salvador Dalí e da Francesca Villanti direttore scientifico di C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, con la consulenza scientifica di Montse Aguer e di Rosa Maria Maurell.