Intervista a CRITA

di Giuseppe Mendolia Calella

Quando la voglia di scommettere sull’artigianato incontra la tradizione di un territorio la risposta è vincente e il risultato sorprendente. Un gruppo di amici mette insieme l’energia per un progetto che parla di contemporaneo e che rielabora la tecnica ceramica con un segno nuovo che conserva la tradizione.

CRITA (www.critaceramiche.com) un’idea dal respiro internazionale che nasce a Vienna (ma per la Sicilia) e che trova la giusta collocazione a Caltagirone: città della ceramica.

Un progetto sicilianissimo che parte da lontano e dal respiro internazionale. Come e dove nasce l’idea di Crita?
Crita ha preso forma durante una cena avvenuta circa un anno fa a Vienna. Si discuteva allegramente su come ci si potesse avvicinare, non solo geograficamente, ma anche con idee e progetti, ai luoghi che hanno visto nascere due dei tre componenti del gruppo. La risposta è stata e continua a essere Crita. Possiamo quindi dire che, pur essendo un progetto sicilianissimo, è nato in una città mitteleuropea e si evolve a cavallo tra Sicilia, Vienna e Roma. Tutto ciò, spiega l’evidente contaminazione e originalità dei nostri pezzi, ed è forse alla base dell’entusiamo di coloro i quali vedono le nostre creazioni per la prima volta : passione barocca tutta sicula temperata da una presunta severità più nordica.

Chi siete? Raccontateci di voi?
Prima di tutto siamo un gruppo di amici che decidono ogni giorno di condividere allegria e lavoro, idee e passioni nello sviluppare ed evolvere il nostro marchio: Crita. Dopodiché possiamo dire che ognuno di noi tre proviene da formazioni che possono apparire lontane tra loro ma che in realtà, per noi, rappresentano un valore aggiunto a quello che facciamo. C‘è Davide, siciliano, architetto con studi a Firenze, che dopo un breve periodo a Berlino grazie a una borsa di studio si ferma e vive ancora oggi a Vienna. C’è Livio, siciliano anche lui, studi di comunicazione tra Perugia, Roma e Madrid che, dopo un lungo periodo trascorso nella capitale spagnola, si ferma a Roma dove oggi vive. E infine Matthias, viennese, studi di lingue e filosofia tra l’Austria e l’Italia oggi vive ed insegna a Vienna. Professioni e attitudini differenti conciliate però da una grande passione per il design e naturalmente per la terra e la cultura siciliana.

CRITA__gruppo

Una produzione artigianale che mantiene nella tecnica la tradizione ceramica di Caltagirone ma che negli stilemi assume un’immagine contemporanea. Come avete formulato questo connubio?
Per noi era ed è assolutamente importante che i nostri pezzi evochino e traggano la loro forza dalla più pura tradizione ceramica siciliana, ma è altrettanto importante che questa tradizione venga, non superata, ma trasfigurata al gusto e al fare contemporaneo. Pezzi quindi che ammiccano al passato senza restarne eccessivamente sedotti.
Per la realizzazione di questa nostra prima collezione, siamo partiti infatti da due elementi emblematici della tradizione di Caltagirone: teste di moro e vasi.
Questi pezzi, scaturiti dalla nostra immaginazione, vogliono essere il connubio tra l’arte dei ceramisti caltagironesi, che con le loro mani modellano volumi barocchi carichi di sapore mediterraneo, con una visione più nordica fatta di maggiore semplicità e minimalismo.

CRITA__I SENSI

Quanto e come sta cambiando, secondo voi, l’artigianato ceramico? Che rapporto c’è con l’estetica contemporanea?
Non sappiamo quanto stia in realtà cambiando l’artigianato ceramico; di certo, possiamo dire che esiste una parte di esso che continua a ripetere imperterrito stilemi e forme del passato ancorate in una tradizione inamovibile ma non per questo meno affascinante. Esiste anche una parte di artigianato ceramico che, con grandi sforzi, tenta di cancellare completamente il passato in favore di forme moderne e funzionali ma che non sempre, a nostro avviso, riescono a conservare una qualche poetica. Ecco, noi di Crita ci poniamo o ci piace pensarci tra queste due istanze. La nostra poetica non ha alcuna emergenza di distinguersi e per questo non può essere definita realmente moderna. D’altra parte ci piace conservare, mediare e depurare quello che di bello la ricerca del passato ha ancora da insegnarci.
La cosa straordinaria dell’artigianato ceramico e che abbiamo acquisito negli ultimi tempi, è la certezza che, ogni più piccolo pezzo, viene interamente concepito e realizzato a mano. Questo è un processo meticoloso, fatto di pazienza e sorpresa: quella che subentra quando, da un semplice blocco di argilla, prendono forma oggetti che fino a quel momento erano soltanto bozzetti su carta.

CRITA__SOLIMANO 1

Quali saranno i prossimi step di questo progetto?
Crita è un brand giovane, e come tale ha ancora molta strada da fare, errori da commettere, successi da celebrare. Crita per noi rappresenta una sfida, ma anche uno spazio in cui far convergere amore, conoscenza, passione e creatività. I prossimi passi saranno quelli che ci porteranno a far conoscere il più possibile il marchio con la sua collezzione METTIAMOCI LA FACCIA e, in qualche modo, se possibile, ancora di più le ceramiche di Caltagirone. Speriamo anche di poter ampliare il prima possibilie l’offerta della nostra collezione con nuove proposte. Vogliamo farlo puntando sull’unicità delle cose fatte a mano, sul rapporto diretto con le realtà locali che fanno ormai parte integrante del nostro progetto, su un’idea di prodotto a trecentosessanta gradi che va dal disegno, al packaging e sulla nostra curiosità che ci porta a una ricerca costante di nuove forme di sperimentazione.

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