Alice Cattaneo al Museo del Novecento

di Chiara Franzò

Nata a Milano nel 1976 si è formata alla Glasgow School of Art e ha proseguito i suoi studi presso il San Francisco Art Institute. Tra le numerose istituzioni in cui ha esposto le sue opere ricordiamo, il Maxxi di Roma, la Galleria Suzy Shammah di Milano, la Romer Young Gallery di San Francisco e recentemente la Galleria Hubert Winter a Vienna.

Il Museo del Novecento di Milano, in occasione della Quattordicesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI e del progetto “Level 0” di ArtVerona ha aperto al pubblico la project-room Mettere un mare nella nebbia, dedicata ad Alice Cattaneo, il cui titolo prende spunto da un’immagine suggerita da una poesia di Giuseppe Ungaretti

Giunti al quinto piano del museo che s’affaccia su piazza Duomo, l’artista inserisce nello spazio della sala grande due sculture che illustrano la sua riflessione sulla connessione di elementi pesanti in ferro e cemento, ed elementi fragili in vetro, ceramica e balsa.

La scultura Untitled 2018 è costituita da tre piccoli blocchi di ceramica sui quali è stato posto un frammento di vetro che innesca una tensione tra una bacchetta di balsa e un filo di cotone. I materiali non sono stati fissati tra loro quindi l’opera assume un dinamismo che rispecchia la ricerca artistica della Cattaneo che oscilla tra una continua ricerca dell’equilibrio e il suo potenziale disfacimento.

Nella seconda scultura Untitled 2018, inserita in un piccolo supporto di ferro che la sostiene, due elementi in vetro, di diverso colore, sono avvolti da un corpo in cemento che congela il vetro nello spazio e nel tempo.

Le sue sculture appaiono come strutture precarie, costruzioni instabili realizzate con materiali difficilmente assemblabili, spesso inconciliabili, tenuti insieme da fascette da cablaggio, scotch o incastrati gli uni con gli altri in virtù del solo attrito; ed è questo che crea quel senso di continuo movimento, trasformazione e perché no de-costruzione ricercato dall’artista.

Nonostante l’instabilità strutturale le composizioni risultano incredibilmente eleganti e armoniche.

La project-room è visitabile fino all’11 novembre.